Taslima, l’esiliata
Taslima Nasreen, la scrittrice del Bangladesh simbolo della lotta di liberazione della donna, vive in esilio dal 1994. Arrestata nel suo Paese per avere scritto il libro Vergogna, un atto di denuncia sulla condizione femminile sotto l’Islam, ed in libertà provvisoria sotto cauzione, la scrittrice é scappata clandestinamente dal Bangladesh perché condannata a morte da fondamentalisti islamici, che hanno messo una taglia sulla sua testa richiedendone la decapitazione. I suoi scritti sono tutt’ora vietati nel suo Paese perché, spiega il governo, “contengono sentimenti anti-islamici ed affermazioni che potrebbero distruggere l’armonia religiosa del Bangladesh”.
Giunta in India, Taslima Nasreen é stata costretta per due volte a cambiare abitazione e a lasciare Calcutta perché minacciata di morte da organizzazioni musulmane. In India diversi gruppi e partiti di ispirazione islamica ne chiedono l’immediata esplusione. Il governo indiano sta valutando le decisioni da prendere al riguardo. Il ministro degli esteri ha recentemente dichiarato che l’India garantirà asilo allo scrittrice “purché essa si astenga da attività politiche che possano recare danno alle relazioni dell’India con Stati amici ed eviti atti ed espressioni che possano urtare i sentimenti del nostro popolo”.
Taslima Nasreen, che ha ricevuto in passato il premio Unesco per la promozione della tolleranza e della non violenza, attualmente vive in una località segreta per motivi di sicurezza.





