Di Pietro e la “fine dello stato di diritto”
Can che abbaia non dorme…
Non c’e’ due senza tre. Evidentemente il lupo Di Pietro perde il pelo, ma non il vizio. Prima la commedia sull’indulto, con le manifestazioni di un Ministro in carica sotto il Parlamento, poi quella sulle intercettazioni. Non pago, lo statista di Montenero di Bisaccia, dopo aver minacciato dimissioni, tuoni, fulmini e saette sul caso De Magistris, rientra docilmente all’ovile nonostante l’avocazione del caso alla PG di Catanzaro sia rimasta, ovviamente, intatta.
Ma questi sono dettagli di poco conto. Quell che conta é che ora il nostro, con piglio napoleonico e sempre da Ministro in carica, abbia finanche minacciato – come riportato nel suo blog – una grande “manifestazione in difesa della Giustizia, contro questa nuova politica” (di cui, forse non e’ stato ancora informato, egli fa integralmente parte). Ma non era una questione che riguardava, sempre per citare il noto giurista molisano, addirittura “la fine dello Stato di diritto”? Non era Prodi “di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti”?
Evidentemente il bivio era per Di Pietro: rimanere o meno attaccato alla poltrona, e lui ha scelto di starci ben attaccato. D’altronde, ne aveva piena facoltà. Ma almeno la prossima volta ci risparmi tutta questa cagnara: ne guadagneranno le nostre orecchie e la sua ormai compromessa dignità di uomo politico.
Clicca qui se vuoi essere ammastellato!!!






