Ambedkar, il padre degli Intoccabili
Come ogni anno, centinaia di migliaia di dalit (oltre 800 mila secondo stime ufficiose) hanno invaso Bombay da tutti gli angoli dello stato del Maharashtra per celebrare l’anniversario della morte di Babasaheb Ambedktar. Raccoltisi nel Shivaji Park, hanno reso omaggio ad un uomo la cui statura morale, a distanza di cinquantuno anni dalla sua scomparsa, appare ancor più immensa.
Nato in una modesta famiglia di Intoccabili, per tutta la vita Ambedktar ha lottato contro la secolare divisione in caste della società indiana. Cresciuto tra mortificazioni e umiliazioni quotidiane (a scuola ai bambini dalit non era permesso sedersi ai normali banchi, ma soltanto per terra, né potevano bere acqua dalla fontana con gli altri compagni), fu tra i primi Intoccabili a raggiungere, tra mille sacrifici, l’educazione universitaria, e addirittura a perfeziore i suoi studi in legge alla Columbia University di New York e a Londra. Tornato in India, Ambedkar intraprese un’intensa attività politica contro il sistema delle caste, fondò il Partito Laburista Indipendente ed incoraggiò i suoi adepti ad abbandonare l’induismo, contro cui inasprì i suoi attacchi.
The Hindu Civilisation…. is a diabolical contrivance to suppress and enslave humanity. Its proper name would be infamy. What else can be said of a civilisation which has produced a mass of people… who are treated as an entity beyond human intercourse and whose mere touch is enough to cause pollution?
Nominato Ministro della Legge all’indomani dell’Indipendenza dell’India nel 1947, fu il principale archietto della Costituzione della nuova Repubblica, che nel novembre 1949 sancì formalmente l’abolizione della divisione in caste e il principio dell’Intoccabilità. Pochi anni prima di morire, coerentemente con quanto aveva sempre ripetuto in vita, si convertì al buddismo.
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