PAROLE E FOTO IN LIBERTA’ di Fabio Lucheroni

il mio blog edito da Bombay, India

Run Bombay, run!!!

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Si é chiusa con uno straordinario successo la quinta edizione della maratona di Bombay svoltasi ieri 20 gennaio. Queste in sintesi le cifre della manifestazione:

  • oltre 33 mila partecipanti, appartenti a oltre 40 paesi, di cui:
    • 1.400 per la maratona vera e propria (km. 42,195)
    • 8.500 mila per la mezza maratona (km. 21,097) - tra cui l’autore di questo blog…
    • oltre 21 mila per la Dream Run (km. 6);
  • oltre 3 milioni di dollari raccolti in beneficenza in favore di circa 80 associazioni non governative;
  • partecipazione di 40 tra i migliori 100 maratoneti al mondo;
  • un montepremi complessivo di 1 milione di dollari (il piu’ alto mai raggiunto nel mondo dell’atletica leggera).

Complici anche le temperature “invernali” di Bombay (la minima si é aggirata intorno ai 22 gradi, con una massima di 33 gradi e una umidità del 75%) ed il noto inquinamento atmosferico che attanaglia la megalopoli da 20 milioni di abitanti, i tempi dei maratoneti che sono saliti sul podio – ovviamente kenioti ed etiopici – sono stati superiori alle 2h e 12′. Ma essi si saranno sicuramente rinfrescati con i mega assegni – rispettivamente da 31 mila, 20.500 e 13 mila dollari – consegnati loro dal main sponsor della manifestazione…

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La stazione Victoria Terminus, punto di partenza e di arrivo della maratona di Bombay

21 Gennaio 2008 Pubblicato da Fabio | India, Società e costume indiani | | 3 Commenti

E l’Elefante partorì … la Nano

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Lo scorso 10 gennaio il magnate indiano Ratan Tata, principale azionista dell’omonimo gruppo, ha presentato all’India e al mondo intero la tanto attesa “one-lakh car”, cioè la macchina da 100.000 rupie: la Nano. Nonostante, nei 4 anni passati dalla sua promessa, i costi di produzione siano aumentati in maniera vertiginosa, Ratan Tata ha tenuto a precisare che “a promise is a promise”, e che quindi manterrà l’impegno a mantenere il prezzo della Nano (esclusi tasse, trasporto e margine del rivenditore) nelle 100.000 rupie, poco più di 1.700 euro ai cambi attuali.

Visto il prezzo, e il trend di crescita dell’economia indiana, è facile prevedere – se la Tata riuscirà a mettere sul mercato l’autovettura al prezzo annunciato - vendite record per la Nano, che dovrebbero far impallidire ogni precedente record. La Topolino, la 500, il Maggiolino sono avvisati. Così come è facilmente prevedibile, da qui a pochissimi anni, il collasso del traffico urbano di metropoli quali Bombay, Delhi, Bangalore, Chennai, già oggi paralizzate – anche a causa di una struttura viaria urbana inadeguata – da una marea impressionante di mezzi. 

Per quanto riguarda l’impatto sull’inquinamento, la Tata rassicura che la Nano non andrà a sostituire autovetture di un livello superiore, ma piuttosto le migliaia di moto con le quali abitualmente si spostano nelle città indiane intere famiglie (e la Nano, sottolineano, ha un motore Euro 3 molto meno inquinante delle moto che andrà a sostituire). Considerando le migliaia di morti che insanguinano ogni anno le strade delle metropoli del sub-continente, in gran parte dovuti a incidenti in moto, la Nano contribuirà a migliorare non solo la mobilità individuale, ma anche la sicurezza di milioni di indiani.

Per raggiungere questo risultato senza dubbio storico, e che scatenerà la corsa al ribasso da parte di tutti gli altri big del settore automobilistico (con buona pace, checcè ne dicano i produttori, della sicurezza), il gruppo Tata non è andato troppo per il sottile. L’area in cui dovrebbe sorgere lo stabilimento che sfornerà le centinaia di migliaia di Nano è stata requisita, grazie al fattivo supporto del governo del West Bengala (per ironia della sorte, di estrazione comunista), a migliaia di agricoltori locali, che hanno iscenato marce e falò di protesta – ignorati da gran parte della stampa – il giorno stesso della presentazione del nuovo gioiello tecnologico.

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Selva di moto in una città indiana: tante piccole Nano crescono…

15 Gennaio 2008 Pubblicato da Fabio | Economia indiana, India, Società e costume indiani | | 1 Commento

Guerra ai poveri

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Foto tratta dal Times of India del 9 gennaio 2008 

* * *

I bulldozer sono arrivati, secondo gli usi locali, intorno alle 10 di mattina. Due ore dopo, oltre 400 baracche dello slum di Cuffe Parade, South Bombay, lo stesso visitato in pompa magna da Madonna il giorno prima, erano ridotte in macerie. “Non ci hanno consentito neanche di salvare le nostre cose: vestiti, vettovaglie, riso, niente”, si lamenta una donna.

La guerra ai poveri di Bombay, quel 49% della popolazione (oltre 9 milioni di persone) che, secondo stime ufficiali, vive negli slums della metropoli indiana, continua. In una città ove il valore degli affitti ha superato il livello di Manhattan e dove la domanda di uffici e abitazioni é 10 volte superiore ad un’offerta ristretta dai pochi spazi disponibili. Dove, di fronte a nuovi palazzi i cui appartamenti di lusso si affittanno a 20 mila euro al mese, si ammassano in misere baracche migliaia di persone che, in gran parte, percepiscono paghe giornaliere nell’ordine delle 30 rupie (52 centesimi di euro). La retribuzione minima legale, in India, é di 40 rupie (69 centesimi) al giorno.

La demolizione di ieri é la prima di una serie annunciata dal comune di Bombay, che termineranno prima del monsone della prossima estate. La Corte Suprema indiana infatti ha proibito le demolizioni e i conseguenti sfollamenti nel periodo delle piogge. Il comune ha dato istruzioni di radere al suolo tutte le baracche costruite dopo il 2000, ma in molti casi é quasi impossibile risalire alla data di costruzione. “Vivo qui dal 1988 - si lamenta un abitante dello slum - ma, nonostante abbia cercato in tutti i modi di dimostrarlo, mi hanno demolito la casa.”

Sui terreni resi liberi dalle baracche verranno construiti palazzi da adibire a appartamenti e uffici. Sempre che, come é già successo 8 volte negli ultimi 5 anni, lo slum non venga rapidamente ricostruito.

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9 Gennaio 2008 Pubblicato da Fabio | India, Società e costume indiani | | Ancora nessun commento.

Bombay: molestie sessuali? Polizia indifferente

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La spiaggia di Juhu 

A detta di tutti i bombaiti, la capitalia economica dell’India, a differenza di Delhi, é sempre stata una città sicura per le donne, libere di circolare da sole senza rischio di essere molestate. E’ quindi con un certo stupore, e con una forte dosa di indignazione, che tutti i principali quotidiani indiani hanno commentato la notizia delle violenze subite da due ragazze la notte di Capodanno da una folla di almeno 70 persone. 

Le giovani donne, indiane residenti negli USA, uscivano da un albergo a 5 stelle in compagnia dei loro mariti poco dopo l’una del 1° gennaio per fare una passeggiata sulla spiaggia di Juhu, allorquando un nutrito gruppo di giovanotti, presumibilmente alticci, le ha apostrofate in maniera poco cordiale. Alla reazione verbale di una delle due ragazze, il branco ha assalito le coppie, strappando gli abiti alle donne e malmenando i loro accompagnatori.

La polizia, dove gli assaliti si sono poi recati per denunciare l’aggressione, ha inizialmente evitato di aprire un caso; lo stesso Capo della Polizia di Bombay ha cercato di negare l’accaduto ai primi cronisti che chiedevano maggiori dettagli. Ma, a seguito delle pubblicazioni su un quotidiano di foto comprovanti l’aggressione e dalla conseguente alzata di scudi da parte di tutta la stampa indiana (e dalle vivaci proteste dei residenti di Juhu davanti al commissariato), ha fatto marcia indietro e ha iniziato a rintracciare 14 presunti colpevoli.

Secondo le statistiche ufficiali, gli stupri a Bombay sono circa 160 all’anno, quasi uno ogni due giorni, in crescita di circa il 10% all’anno. Nello stato del Maharashtra, i casi ove i colpevoli sono condannati sono poco più del 10%.  

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Due dei presunti colpevoli arrestati dalla polizia [dal Mumbai Mirror del 4 gennaio 2008]

4 Gennaio 2008 Pubblicato da Fabio | India, Società e costume indiani | | Ancora nessun commento.