Bombay: molestie sessuali? Polizia indifferente
La spiaggia di Juhu
A detta di tutti i bombaiti, la capitalia economica dell’India, a differenza di Delhi, é sempre stata una città sicura per le donne, libere di circolare da sole senza rischio di essere molestate. E’ quindi con un certo stupore, e con una forte dosa di indignazione, che tutti i principali quotidiani indiani hanno commentato la notizia delle violenze subite da due ragazze la notte di Capodanno da una folla di almeno 70 persone.
Le giovani donne, indiane residenti negli USA, uscivano da un albergo a 5 stelle in compagnia dei loro mariti poco dopo l’una del 1° gennaio per fare una passeggiata sulla spiaggia di Juhu, allorquando un nutrito gruppo di giovanotti, presumibilmente alticci, le ha apostrofate in maniera poco cordiale. Alla reazione verbale di una delle due ragazze, il branco ha assalito le coppie, strappando gli abiti alle donne e malmenando i loro accompagnatori.
La polizia, dove gli assaliti si sono poi recati per denunciare l’aggressione, ha inizialmente evitato di aprire un caso; lo stesso Capo della Polizia di Bombay ha cercato di negare l’accaduto ai primi cronisti che chiedevano maggiori dettagli. Ma, a seguito delle pubblicazioni su un quotidiano di foto comprovanti l’aggressione e dalla conseguente alzata di scudi da parte di tutta la stampa indiana (e dalle vivaci proteste dei residenti di Juhu davanti al commissariato), ha fatto marcia indietro e ha iniziato a rintracciare 14 presunti colpevoli.
Secondo le statistiche ufficiali, gli stupri a Bombay sono circa 160 all’anno, quasi uno ogni due giorni, in crescita di circa il 10% all’anno. Nello stato del Maharashtra, i casi ove i colpevoli sono condannati sono poco più del 10%.
Due dei presunti colpevoli arrestati dalla polizia [dal Mumbai Mirror del 4 gennaio 2008]






