PAROLE E FOTO IN LIBERTA’ di Fabio Lucheroni

il mio blog edito da Bombay, India

GAME OVER, ovvero La Fine di un Gioco…

 game-over

Perché, direte voi, che bisogno c’era di un nuovo blog, con tutti quelli che già infestano la Rete? Bella domanda… Forse solo per raccogliere – in maniera più organica – pensieri e parole, in piena libertà, su fatti, persone, eventi che ci colpiscono. E in questo meraviglioso Paese ce ne sono tanti. E poi rileggerli, a distanza di tempo, e magari scoprire che il nostro modo di pensare e vedere le cose é radicalmente cambiato…

Questo é quello che avevo scritto quando ho iniziato questo blog, nel novembre del 2007. Dopo un anno e mezzo – pare una vita – aggiungerei che tutte le cose, una volta create, trovano naturalmente la loro fisionomia, adattandosi ed affinandosi quasi spontaneamente alle circostanze, e ai nostri desideri reconditi. Nel mio caso, il blog é stato un mezzo, forse anche un pretesto, per approfondire degli argomenti che mi stavano a cuore o che mi sembravano interessanti.

Qualche mio amico mi ha rimproverato bonariamente una marcata tendenza a porre via via l’accento su argomenti con una certa connotazione negativa. Ma come si fa a vivere in India, a Bombay, e non fare caso a certi contrasti che qui assumono, per la loro dimensione ed il loro impatto sociale, risvolti di una drammaticità estrema? Quando qualcuno dice che l’India ti cambia dentro per il resto della vita, credo che quel qualcuno abbia perfettamente ragione. Anche se ha dimenticato di aggiungere che questo cambiamento dipende interamente da noi e dalla nostra sensibilità.

Penso sia giusto ed opportuno chiudere qui questo blog. Dopo 18 mesi, quasi 50 posts, oltre 200 commenti, superati i 40 mila contatti: numeri, per me, impressionanti, così come sono impressionanti i numeri di questo straordinario Paese che é l’India. Volto una pagina, tra le più intense, della mia vita, pronto a ricominciare altrove. Un grazie sincero a tutti voi che mi avete seguito in questi mesi con il vostro affetto.

Ciaoooo

Fabio

moving

14 aprile 2009 Posted by | India | 33 commenti

L’autocensura di Bombay

damyanti-sharma

Quello che vedete qui sopra é lo “scandaloso” quadro di Damyanti Sharma, una pittrice di New Delhi, che é stato ritenuto “inappropriato” dal direttore della più importante galleria d’arte di Bombay, la Jehangir Art Gallery, per “timore che possa offendere la sensibilità” di qualche visitatore a causa del suo “forte contenuto erotico”.

The lovers, by Akbar Padamsee

The lovers, by Akbar Padamsee

L’ondata di sessofobia in India, e a Bombay in particolare, continua dunque a crescere con rinnovato vigore. Il direttore della Jehangir Art Gallery, il quale si é detto personalmente convinto dell’assurdità della cosa, ha tuttavia sottolineato le conseguenze pratiche che la galleria ha dovuto subire negli ultimissimi tempi a causa del “nuovo” moralismo imperante nella metropoli: opere d’arte confiscate dalla polizia, spesso con arresto in “fragranza di reato” dell’artista; chiusura della mostra; pubblicità negativa sui media; attacchi più o meno violenti da parte di appartenenti a precise (e note) forze politiche.

L’India, patria del Kamasutra, non é nuova a queste ondate sessofobiche. Nel 1954 fece scalpore l’arresto del pittore Akbar Padamsee, uno dei più grandi artisti contemporanei indiani, mandato in carcere e poi processato per aver esibito in una mostra il suo quadro “The lovers”, raffigurato qui a fianco, in cui un uomo stilizzato appoggia la mano sul seno di una donna, anch’essa stilizzata.

Il processo, per cui si mobilitarono centinaia di personalità e artisti del mondo intero (tra cui il critico d’arte tedesco Rudy Vonleyden, che realizzò un corposo collage di fotografie erotiche tratte dai templi di Khajurao e Konarak), vide poi assolto l’artista grazie ad una formula di compromesso giuridico (il cosiddetto “Akbar Padamsee Code”), che sancì una sorta di extraterritorialità delle gallerie d’arte indiane dal comune senso di pudore del Paese.

Compromesso che, a giudicare da quello che sta succedendo, oggi pare non reggere più alla forza d’urto delle spallate dei nuovi guardiani della moralità indiana.

3 marzo 2009 Posted by | India, Società e costume indiani | 6 commenti

I contrasti di Bombay

A sinistra, interni del nuovo palazzo di Mukesh Ambani. A destra, lo slum di Dharavi.

A sinistra, interni del nuovo palazzo di Mukesh Ambani. A destra, lo slum di Dharavi.

In questi giorni, grazie anche al successo del film Slumdog Millionaire, in Italia si parla molto delle condizioni di estremo disagio in cui versa gran parte della popolazione di Bombay. Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dal Comune, nella capitale finanziaria dell’India il 47% della popolazione (circa 9,5 milioni di persone) vive negli slums. Nel più grande (ma non il più povero) di essi, Dharavi, si stima siano ammassate, in poco più di un chilometro quadrato, oltre 600 mila persone, quasi il doppio della popolazione dell’intera Firenze. Altre autorevoli stime parlano di almeno 1 milione di persone. Gran parte di questi slums sono ufficiali (le relative “case” sono quindi registrate al catasto), ma altre decine di migliaia di persone – non censite – versano in condizioni ancora più disagiate, non possedendo praticamente nulla, e sono quindi costrette a dormire sui marciapiedi.

La casa di Mukesh Ambani in costruzione a Bombay. Costo stimato circa 2 miliardi di dollari

Il progetto della "casa" da 2 miliardi di dollari di Mukesh Ambani in costruzione a Bombay

Mukesh Ambani é l’uomo più ricco dell’India e dell’intera Asia, con un patrimonio stimato recentemente da Forbes di 50 miliardi di dollari (il quarto al mondo). E’ famoso, oltre che la clamorosa rottura con il fratello Anil alla morte del padre con conseguente divisione del gruppo Reliance, anche per i costosissimi regali alla moglie Tina: l’ultimo, in ordine di tempo, uno yatch di 100 metri costato 35 milioni di euro.

Mukesh Ambani, che attualmente divide un palazzo di 17 piani con il fratello nella zona di Cuffe Parade, qualche anno fa decise di costruirsi una magione all’altezza del suo standing. Comprato un antico orfanotrofio in una delle strade più eleganti ed esclusive di South Bombay, l’allora tranquilla Altamount Road, e rasolo al suolo (nonostante lo status di heritage building), ha fatto iniziare la costruzione della sua nuova casa, Antilia, un grattacielo il cui costo complessivo é stimato, secondo quanto riportato dal Times of India, in 2 miliardi di dollari. La casa più costosa del pianeta.

Il progetto di Antilla, quasi ultimato, ha caratteristiche faraoniche: 600 persone di servizio (per una famiglia di 5 persone), 27 piani soltanto ma con soffitti da 8 metri (equivalenti all’altezza di un palazzo di 60 piani), 3 eliporti, sei piani di garage interno per 170 autovetture, 3 piani dedicati a cinema, teatro, piscina e health club.

L’attuale Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, ha più volte caldamente suggerito ai milionari del Paese (dei dieci uomini più ricchi al mondo 4 sono indiani) di adottare stili di vita austeri e moderati, anche per evitare contrasti sociali con la maggioranza della popolazione, tuttora relegata ai margini della vita economica del Paese.

7 febbraio 2009 Posted by | India | 6 commenti

Bombay Marathon 2009: Missione compiuta!!!

bombay-marathon2

No, non mi riferisco alla performance dell’autore di questo blog, che – nonostante le condizioni meteo di tipo “invernale” (come qui amano definire questo periodo dell’anno, caratterizzato da massime di oltre 30 gradi ed umidità sul 75-80%) – ha brillantemente portato a termine la mezza maratona in meno di due ore e mezza…

Ma alla reazione forte e compatta della città ai noti eventi del 26 novembre, alle cui vittime la manifestazione era espressamente dedicata. Tra massicce misure di sicurezza (alcune rigidamente ottuse, per la verità), la maratona di Bombay si é infatti concluso con un grande successo e una calorosa partecipazione. I numeri parlano da soli:

  • oltre 35.000 partecipanti, di cui 10.000 per motivi filantropici (con una somma raccolta di oltre un milione di dollari);
  • un montepremi complessivo di 250.000 dollari;
  • 2.500 partecipanti alla maratona vera e propria (42,195 km);
  • 10.000 “mezzi” maratoneti (21,097 km.);
  • 21.000 partecipanti alla “Dream Run” (6 km.);
  • 150 partecipanti al “Wheel-chair Event” (2,5 km.);
  • 2.000 “veterani”, di cui quasi 800 donne;
  • battuto il precedente record della gara, con il keniota Kenneth Mugara che ha vinto con il grande tempo di 2h 11′ e 50”.

Insomma, per l’ennesima volta, per usare le parole di Raakhee Mirchandami: 

 

BOMBAY IS UP AGAIN, AND RUNNING!!! 

 

maratona

Immagini della maratona 2009 di Bombay. Il vincitore, a scanso di equivoci, é quello raffigurato a destra…

18 gennaio 2009 Posted by | India | 8 commenti

30.000!!! – TRENTAMILA!!!

30000

Ragazzi, ora basta! State esagerando: dal 14 ottobre ad oggi, in poco più di 3 mesi, altri 10.000 contatti. Il troppo stroppia! Mi stanno subissando di richieste per mettere dei banner a pagamento sul blog e cose di questo tipo… Mi hanno anche scritto da wordpress dicendo che il server sta andando in tilt…. Basta!!!

Insomma: altre 10mila, anzi 30 mila volte…

grazie3

16 gennaio 2009 Posted by | India | 12 commenti